La valutazione

Test o colloquio?

Test o colloquio?

 

L'enigma, come spesso accade, non ha una soluzione se non nelle strategie individuali degli HR. Benché controverso, il colloquio di selezione rimane, soprattutto in Italia, lo strumento preferito per la scelta del candidato giusto. A scapito dei più americani test psicoattitudinali, il confronto diretto detiene il primato nel mondo della selezione nostrana. Forse per un retaggio culturale, forse per un'impostazione diversa nello studio della psicologia del lavoro e delle tecniche di valutazione, la formula test ha faticato a diffondersi nei reparti risorse umane italiani.

Eppure a livello tecnico i test - di efficienza, reattivi o di situazione, assicurano un risultato almeno imparziale. Il rischio infatti del colloquio di selezione come principale elemento di valutazione, sta nel fatto che gli attori, umani, tendono a farsi condizionare dalle proprie esperienze pregresse, i propri pregiudizi o gli umori del momento. Vero è che il test può risultare asettico e mancare dell'elemento umano proprio del colloquio, ma non necessariamente uno deve escludere l'altro. Il dilemma però riguarda il peso delle prove e la responsabilità del giudizio finale.

Posto che il vero risultato si ottiene solo una volta che il candidato assunto dà prova di sé sul campo, il test si può considerare come una variabile di previsione leggermente più attendibile. Ancora di più se la forma del test non è standard ma rispecchia i reali bisogni dell'azienda in quel determinato momento. Ma ciò che determina la scelta del test è legato anche al numero dei candidati previsti (se troppo basso il test risulta inutile, se troppo alto rischia di non fornire un parametro di giudizio obiettivo) e al tempo richiesto per l'assunzione. Insomma come risolvere la questione?

L'ideale è combinare le cose. Non mancano le proposte, dalla job-related interview, il colloquio situazionale collegato alla posizione lavorativa, all'Assesment Center, un insieme di colloqui e simulazione di compiti, tante sono le soluzioni offerte dalla moderna psicologia del lavoro. Non sempre attuabili però.

Spesso infatti le pressioni dell'azienda non permettono il tempo necessario all'elaborazione di strumenti valutativi personalizzati, ad hoc rispetto alle posizioni che si deve andare a coprire. E allora? Se si ha abbastanza tempo a disposizione queste soluzioni combinate sono le migliori, hanno sicuramente un costo alto ma permettono i risultati più attendibili.

L'alternativa, molto italiana, è il confronto diretto, attenzione però, sostituiamo al nostro spirito latino un certo aplomb di sapore anglosassone. Almeno durante i primi, fondamentali, dieci minuti



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